Il Rintraccio conto corrente è uno strumento investigato utile per acquisire più informazioni possibili sul conto stesso, soprattutto nelle operazioni di recupero del credito
Il rintraccio conto corrente è sicuramente uno dei servizi più richiesti nell’ambito delle informazioni commerciali, ed in particolare nelle operazioni di recupero del credito, per la velocità di esecuzione e le possibilità di successo.
Il pignoramento del conto corrente è, infatti, uno degli strumenti più efficaci a disposizione di un creditore perché potrebbe coprire l’intera somma del credito.
Solitamente si sceglie questa opzione quando non ci sono beni mobili e/o immobili che possano fare da garanzia del credito. Per richiedere un pignoramento ci si deve rivolgere ad un giudice e, se si attua, l’istituto bancario o postale diventa il “debitor debitoris” nei confronti del creditore.
Come funziona il pignoramento del conto corrente
Il pignoramento del conto corrente, come già detto, è una procedura ordinaria attuata al fine di recuperare un credito, che fa parte della più ampia categoria del pignoramento presso terzi (per “terzi” si intendono banche, società finanziarie e datori di lavoro).
Ovviamente, per procedere, il creditore deve essere in possesso di un titolo esecutivo (una sentenza, un decreto ingiuntivo) che attesti l’esistenza e l’entità del credito. Il titolo deve essere notificato poi al debitore, il quale ha 40 giorni per adempiere o proporre opposizione. Prima di poter procedere, si deve notificare il cosiddetto atto di precetto, un ultimo avviso con cui si danno al debitore altri 10 giorni di tempo per adempiere.
La legge stabilisce che, una volta presentato l’atto giudiziario di pignoramento, la banca o l’ente postale può procedere a bloccare la somma intera presente su un normale conto corrente o una parte di essa (la parte che supera il triplo dell’assegno sociale) se il conto è di appoggio per la ricezione dello stipendio di un lavoratore.
Nel dettaglio, con il pignoramento del conto corrente si possono verificare diverse ipotesi:
- se sul conto è presente una cifra uguale o inferiore al debito, l’intero rapporto è “congelato”
- se sul conto è presente una cifra superiore a quella del pignoramento, il debitore avrà la disponibilità solamente di tale parte eccedente.
Quando il debito è nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, quest’ultima può avviare il procedimento di pignoramento del conto senza intervento del tribunale.
In caso di cointestatario, il debito, se personale, non si estende all’altro correntista. In generale, quindi, può essere pignorato il 50% delle somme depositate.
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Tutti i depositi di somme a nome del debitore sono presi in considerazione, anche i conti PayPal sono pignorabili, così come i conti esteri. Lo stesso vale per le carte di credito e le prepagate.
I conti correnti non pignorabili
In linea generale tutti i conti correnti sono aggredibili dai creditori. Esistono, però, conti che hanno caratteristiche tali che i soldi in giacenza non possono essere pignorati.
L’assicurazione sulla vita, per esempio, non è pignorabile e quindi in questo caso il conto si salva dal sequestro. Anche i conti su cui confluiscono pensioni di invalidità o si versano assegni di accompagnamento non possono essere toccati.
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Ci si riferisce ovviamente solo a queste somme, tutto ciò che è frutto di redditi diversi da quelli sopra indicati può essere sequestrato.
Rintraccio conti correnti
La ricerca del conto corrente è uno strumento investigato molto utilizzato dai creditori. Per sapere dove il debitore ha il suo conto corrente è necessario rivolgersi ad un’agenzia di informazioni commerciali autorizzata
Prima di procedere con un’azione legale è infatti fondamentale acquisire più informazioni possibili sul conto stesso per decidere se sia il caso di mettere in atto un processo giudiziario e tentare la via del recupero.
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