Secondo una recente sentenza il Reddito di cittadinanza può essere aggredito in alcuni casi. Pochi giorni fa, però, è arrivato il freno dal Governo che lo ha reso impignorabile
Il pignoramento del Reddito di Cittadinanza è possibile in caso di debiti con il fisco o in caso di mancato pagamento dell’assegno divorzile, o almeno così aveva deciso un Giudice del Tribunale di Trani.
Da tempo si discuteva della possibilità per i creditori di “aggredire” quanto riconosciuto mensilmente a titolo di aiuto al reddito ai fini dell’estinzione del debito.
Pochi giorni fa, però, è arrivato il freno dal Governo che ha messo questa misura di sostegno tra quei beni che non possono essere aggrediti dai creditori. Sono, infatti, stati approvati una serie di emendamenti al Decreto Sostegni e c’è anche quello che rende impignorabile il Reddito di Cittadinanza.
Questa decisione diventerà operativa con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del Decreto Sostegni.
La sentenza di pignoramento del Giudice del Tribunale di Trani
Con un’ordinanza del 30 gennaio scorso, il Giudice si è espresso sul caso di una coppia divorziata giunta in Tribunale perché l’ex marito non versava l’assegno di mantenimento all’ex moglie.
L’uomo deve pagare all’ex coniuge una parte del sussidio che riceve dallo Stato. In realtà è l’Inps a farlo, che trattiene ogni mese dal Reddito di cittadinanza l’importo fissato dal Giudice per girarlo all’ex moglie.
Secondo il magistrato, il Reddito di cittadinanza “può essere utilizzato per i bisogni primari delle persone delle quali il titolare ha l’obbligo di prendersi cura, anche se non fa più parte dello stesso nucleo famigliare”.
L’articolo 545 del Codice di Procedura Civile elenca i crediti non pignorabili per legge, di cui fanno parte i crediti alimentari e i sussidi di sostentamento per persone comprese nell’elenco dei poveri. Secondo l’interpretazione del Giudice, la natura prevalente di questo aiuto non è prettamente assistenziale, ma di “politica attiva del lavoro”, per questo non ci sarebbero ostacoli alla pignorabilità.
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Il Reddito di Cittadinanza è un sostegno alle famiglie disagiate e può arrivare fino a 6mila euro l’anno. Dura 18 mesi, con possibilità di rinnovo per altri 18.
Pignoramento del Reddito di Cittadinanza, lo stop con il Decreto Sostegni
In merito al Pignoramento del Reddito è intervenuto, come già detto, il Governo, con un emendamento al Decreto Sostegni. È stato Iunio Valerio Romano, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro, a presentare una modifica normativa che di fatto blocca tutti quei giudici che nei mesi scorsi hanno ritenuto il Reddito di Cittadinanza come una misura soggetta a pignoramento.
Un’altra modifica approvata dalle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato istituisce, poi, un fondo da 10 milioni di euro per il 2021 per i genitori separati e divorziati che a causa del Covid hanno perso il lavoro, ridotto o cessato la loro attività lavorativa per assicurare la continuità dell’assegno di mantenimento. L’importo massimo sarà di 800 euro mensili.
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Si interviene, dunque, per questa “vacatio normativa”, in ragione “della natura giuridica e della funzione sociale svolta da questo importantissimo aiuto economico di contrasto alla povertà”.
Per lo stesso motivo si è intervenuti pure sui ristori, che sono resi anch’essi impignorabili. Questi, come il Reddito di Cittadinanza, sono stati erogati proprio per dare un supporto economico a chi vive in una situazione di difficoltà economica.
Ora non ci saranno più dubbi interpretativi, come avvenuto di recente: chi ha debiti, quindi, non rischierà di perdere il Reddito di Cittadinanza.
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