Il Decreto Sostegni bis non ha prorogato il blocco dei licenziamenti, quindi, non cambia nulla rispetto alle precedenti disposizioni. Non si escludono sviluppi
Il blocco dei licenziamenti scadrà, per alcuni lavoratori, il 30 giugno prossimo. Non c’è stata, infatti, nessuna proroga fino al 28 agosto, com’era stato annunciato dal ministro Orlando. A confermarlo la pubblicazione del Decreto Sostegni bis in Gazzetta Ufficiale, il 25 maggio (entrato in vigore il 26 maggio).
La proposta della mini proroga, che era stata portata in Consiglio dei Ministri del 20 maggio proprio dal ministro del Lavoro, era prevista per quelle aziende che avrebbero eventualmente richiesto la cassa integrazione Covid entro la data del 30 giugno.
Per i datori di lavoro rimane comunque la possibilità di utilizzare la cassa integrazione ordinaria, senza il pagamento del contributo addizionale, fino alla fine del 2021 e nel mentre non potranno licenziare.
La proposta di proroga viene, quindi, meno e non cambia nulla rispetto alle precedenti disposizioni.
Cosa succederà dopo il 30 giugno?
Con il decreto Sostegni del 22 marzo (n.41/2021) il blocco dei licenziamenti è stato prorogato:
- al 30 giugno 2021 per i lavoratori delle aziende che dispongono di CIG ordinaria e CIG straordinaria (soprattutto industria e agricoltura)
- al 31 ottobre 2021 per i lavoratori delle aziende coperte da strumenti in deroga (soprattutto terziario).
Nel testo ufficiale del Decreto Sostegni bis si legge che saranno utilizzati 40 miliardi di euro, di cui 17 miliardi riservati alle imprese. Per i lavoratori stagionali, del settore del turismo e dello spettacolo è prevista una proroga di indennità.
I lavoratori a rischio dopo la fine del blocco dei licenziamenti
Secondo le stime dei sindacati sono a rischio quasi 600mila lavoratori dopo la fine del blocco dei licenziamenti. I settori maggiormente colpiti saranno quelli che accedono a CIG ordinaria e straordinaria e che non richiederanno da quella data l’ammortizzatore sociale (non con causale Covid) con l’agevolazione prevista dal decreto Sostegni bis, senza pagare quindi il contributo addizionale fino al 31 dicembre 2021.
In particolare saranno industrie e aziende dell’edilizia. Poi dal 1 novembre si aggiungeranno anche quelle del terziario e dei servizi, arrivando ad una stima vicina ai due milioni.
Per superare questa situazione, con il Sostegni bis è stato anche introdotto il Contratto di rioccupazione, che sarà attivo dal 1° luglio fino al 31 ottobre 2021. Prevede un periodo di prova di 6 mesi per l’inserimento lavorativo di un disoccupato, con un incentivo per il datore di lavoro pari all’esonero contributivo al 100% entro 6mila euro di importo. Il contratto è finalizzato all’inserimento in azienda del lavoratore, pena la perdita dell’esonero.
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I sindacati non sono d’accordo a questo stop e chiedevano una proroga per tutti al 31 ottobre. Per evitare lo tsunami dei licenziamenti chiedono ulteriori interventi con l’opposizione di Confindustria. Non sono esclusi, quindi, sviluppi prima del 30 giugno.
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